Salutami tuo fratello – Marco Ligabue

TITOLO: Salutami tuo fratello – Cronache spettinate di un rocker emiliano

AUTORE: Marco Ligabue

EDITORE: Pendragon

PREZZOcartaceo 18,00€ – ebook 9,89€

PAGINE: 283

Copia omaggio offerta dalla casa editrice

Dopo un’infanzia normale, in un tipico paese emiliano, la vita di Marco viene travolta dal successo di Luciano e cambia per sempre. Inevitabile la notorietà di riflesso. Eccitante, ma delicata da gestire. Così, sorridente e determinato, inizia improvvisandosi ambulante per girare l’Italia, impara l’arte del corteggiamento, organizza una telefonata tra Liga e Vasco, porta una mucca sul palco, accetta un’azzardata proposta di Luciano a poche ore da un live, taglia il traguardo di una maratona per una promessa di famiglia, affronta 60.000 persone che gli inveiscono contro, duetta in prima serata su Canale 5 e ospita una svedese mettendo in pericolo gli equilibri di casa Ligabue.

Queste sono solo alcune delle 33 “cronache” di questo libro, che ha come filo conduttore la musica, in tutte le sue sfaccettature, conosciute e inedite. Marco, forse come nessuno mai, ha vissuto il palco da ogni lato: da fan, da addetto ai lavori, da musicista, da protagonista e da fratello di una rockstar. E, appena varcata la soglia dei cinquant’anni, si racconta senza nascondersi.

Esce oggi per la casa editrice Pendragon “Salutami tuo fratello”, il primo libro di Marco Ligabue. Marco narra tra le pagine di queste sue “cronache spettinate” tutta la sua vita, a partire dall’infanzia normale di un bambino nato e cresciuto in un piccolo paese emiliano. 33 capitoli in cui il lettore impara a conoscere meglio quello che per tutti è sempre stato “il fratello di Ligabue“, ma che in realtà è un individuo a sè, con una sua storia da raccontare.

Già durante l’infanzia la musica è stata fondamentale e centrale per la famiglia Ligabue. Marco racconta infatti dei suoi weekend passati sui divanetti del Tropical, la balera gestita dai suoi genitori. Arrivano presto gli anni delle elementari e delle medie e Marco si trova alle prese con le prime cotte e i primi baci. Se c’è una cosa che accomuna tutti gli anni della vita di Marco, oltre alla musica, quella è la voglia di amare e di essere amato. Sarà proprio il fratello Luciano Ligabue, più grande di lui di 10 anni, a regalargli la sua prima chitarra e a rendere così il sogno della musica un qualcosa di concreto.

E’ il 1987 quando Luciano debutta con il suo primo concerto al Lucio Lombardo Radice di Correggio, davanti a circa 100 persone. Da quel momento Marco, che inizierà a occuparsi del merchandising e che fonderà il fan club “Bar Mario”, sarà visto come il “fratello di”. Prima solamente tra le strade di Correggio, poi in tutta Italia. E’ interessante e molto emozionante notare come Marco, in tutto il libro “Salutami tuo fratello” sottolinei il suo orgoglio e la sua soddisfazione per il successo del fratello. La sua non è mai stata invidia per Luciano. I due hanno sempre avuto un ottimo rapporto, schietto e sincero e Marco si diceva orgoglioso di avere un fratello come Luciano.

Ovviamente però il cognome che porta non gli rende sempre la vita facile, soprattutto quando scopre l’amore per la musica e decide di seguire (anche se sempre in modo differente) le orme del fratello. Ecco che allora quel “Salutami tuo fratello” scatena un giusto e sano “Sì, va bene, però ci sono anche io!”

Il libro prosegue con la narrazione del successo travolgente che Luciano raggiunge in pochi anni, fino al concerto a San Siro nel 1997. Marco segue sempre il fratello in tour e continua a curare ogni dettaglio del fan club, ma nel frattempo si dà da fare in prima persona. Inizia infatti a suonare la chitarra e fonda la sua prima band musicale, i Blouson Noir. Tra alti e bassi, sia professionali che amorosi, Marco fonda poi i Little Taver & His Crazy Alligators, fino ad arrivare a I Rio, per poi scegliere di intraprendere la carriera da solista, nonostante i suoi 40 anni e quel cognome così scomodo.

Marco racconta la sua lunghissima gavetta, le tantissime date fatte prima nei piccoli paesini emiliani, poi in Romagna, poi in tutta Italia. Contemporaneamente continua a seguire Luciano, sia in tour che sul set dei suoi film. Professionalmente tocca punti molto alti, accompagnati spesso però da momenti di crisi o anche da sue scelte personali “spettinate”. Una di queste è proprio la decisione di lasciare I Rio proprio nel momento d’oro, quando finalmente la band ha successo e viene apprezzata tanto.

Già dal titolo di questo testo possiamo capire quale sia uno degli argomenti principali che accompagnano il lettore in questo viaggio nella vita di Marco. Com’è vivere una vita intera da fratello di un cantante amatissimo? Marco Ligabue in queste sue “cronache spettinate” ci racconta tutta la sua vita, soffermandosi, capitolo dopo capitolo, su avvenimenti e fatti che lo hanno segnato e cambiato. E’ interessante notare come il titolo del libro torni sempre, come un mantra, tra le pagine della sua memoria. Durante tutta la sua vita Marco si è sentito ripetere da qualsiasi persona incontrata per strada “Salutami tuo fratello”. Quel che appare in modo chiaro e senza alcuna retorica è che a Marco non è mai dispiaciuto, però senza dubbio dovrà lottare continuamente per dimostrare che ha qualcosa da dare anche lui.

Lo stile di scrittura di questo libro, come ci preannuncia il sottotitolo stesso, è “spettinato”. In alcuni capitoli sembra che Marco scriva di getto memorie e racconti del suo passato, così come affiorano dalla sua memoria. In generale i fatti sono narrati in ordine cronologico, dalla sua nascita a oggi, ma spesso, come quando ci si lascia cullare dai ricordi, i fatti si accavallano e non sembrano lineari. Marco Ligabue dona al lettore un racconto vero e sincero, non si nasconde e non si vergogna di nulla. Racconta il bello e il brutto della sua carriera, i successi e le tante cadute. Mette in luce senza dubbio la testardaggine, l’amore infinito per la musica e la sua voglia continua di rialzarsi.

Ho trovato molto trasparenti e vere queste sue cronache e mi sono emozionata molto sia nel capitolo sulla maratona promessa al padre Giovanni, sia quando viene raccontata la nascita di Viola. Cosa dire poi dell’Emilia? Capitolo dopo capitolo Marco esprime tutto il suo amore per Correggio e per la sua terra, alla quale (proprio come il fratello) fa sempre ritorno. Tra nebbia, infinite distese di campi, Lambrusco e ottimo cibo, il lettore si trova letteralmente a vivere “Tra via Emilia e blue jeans”.

VOTO: 4,5/5

CITAZIONI:

“I dieci anni che ci dividono non sembrano più così tanti. Da sempre ci siamo voluti un gran bene ma ora, grazie alla musica, cominciamo a parlare lo stesso linguaggio, cominciamo a condividere.”

“Non c’è droga migliore della musica, dell’energia che sprigiona, delle vibrazioni che ti entrano dentro e si trasformano in emozioni.”

“Com’è fotogenica la felicità.”

“Quelli che dicono che la bellezza salverà il mondo non hanno ancora assaggiato il pasticciotto.”

“E’ un periodo magico. Talmente bello che, se tolgo le cuffie, la musica continua.”

“…io ci sono nato in questa terra sudata di nebbia. La nostra identità è nata intorno ai campanili delle chiese, nelle piazze, nei paesi dove c’è sempre qualcosa da festeggiare, dove parroci e sindaci litigano ma poi mettono le gambe sotto il tavolo e brindano con un boun bicèr èd lambròsc.”
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