Questione di Costanza – Alessia Gazzola

TITOLO: Questione di Costanza

AUTORE: Alessia Gazzola

EDITORELonganesi

PREZZOcartaceo 15,81 € – e-book 9,99 €

PAGINE: 352

Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com’è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando da Messina alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno.

È questa la durata del contratto con l’istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.

Purtroppo ho già finito “Questione di Costanza”, l’ultimo romanzo di Alessia Gazzola e sono già in astinenza. Fan sfegatati di AA e CC mettetevi il cuore in pace! Dopo Lena ecco arrivare Costanza, una nuova protagonista seriale femminile che allontana sempre più le speranze di poter ritrovare Alice tra le pagine della Gazzola (ma non è ancora detta l’ultima parola). Quel che è certo è che Costanza sa farsi apprezzare sin dalle prime pagine. Quindi sicuramente i fan di Alice Allevi impareranno presto ad affezionarsi anche a lei.

Con “Questione di Costanza” Alessia Gazzola lascia la medicina legale e il genere giallo – rosa per approdare nel mondo della paleopatologia. Il romanzo infatti, al quale ne seguirà almeno un altro, si può più definire storico, in quanto grazie al lavoro di Costanza ci troviamo proiettati nel Medioevo. Costanza Macallè è un medico di Messina, appena specializzato in anatomia patologia. Sogna da sempre di poter lavorare nel suo campo e in particolare di vivere a Londra, ma deve fare i conti con il precariato, la disoccupazione e soprattutto con la gestione di una bimba di 3 anni, Flora.

Costanza all’inizio del romanzo sceglie, spinta soprattutto dalle necessità economiche, di accettare quello che per lei è assolutamente un piano B. Si trasferisce così a Verona, città che fa da sfondo al romanzo, per lavorare nel campo della paleopatologia. Costanza non ama questa branca della “medicina” e non si fa problemi ad ammetterlo, ma per il momento le appare l’unico spiraglio di luce per lei e sua figlia. Ad attenderla a Verona troviamo sua sorella Antonietta che è il grillo parlante del romanzo. Sempre pronta a dare consigli e ad aiutare Costanza che invece è molto meno riflessiva e saggia.

Antonietta e Costanza vanno a convivere con la piccola Flora, una bambina molto impegnativa, che ne combina una dietro l’altra e che forse risente della mancanza di un padre. Seppur Costanza sia sempre impegnata nelle cure e nell’educazione della figlia, è una madre lontana dai modelli perfetti, una madre semplice, presente, ma non un esempio di pedagogia e forse per questo molto più reale. Da qui deriva la frase che più ritorna nel libro, ovvero “Montessori flagellami!”. Anche il concepimento di Flora e tutto quello che poi ne è derivato con Marco non sono proprio l’ideale di maternità che ci si aspetta, ma non voglio fare spoiler.

Nell’ambito lavorativo Costanza entra a far parte dell’equipe dell’istituto di paleopatologia di Verona che sta studiando i resti ritrovati nella chiesetta medievale del castello di Montorio. Da qui le avventure della vita di Costanza si incrociano con capitoli ambientati invece nel ‘200, periodo storico in cui vissero protagonisti come Federico II e le figlie Selvaggia e Biancofiore, sulle quali Costanza e i colleghi si ritroveranno a indagare.

Nel libro di Alessia Gazzola troviamo numerosissimi temi molto attuali e, come sempre quando si tratta di questa autrice, temi anche importanti o pesanti sono sempre trattati con leggerezza, ma mai con banalità. La parte del caso autoconclusivo del libro, ovvero la storia ambientata nel Medioevo, non è il solo tema principale, anzi. Grazie alla storia della protagonista infatti si affronta il tema attualissimo del trasferimento per cercare lavoro, del distacco dalle proprie radici, si parla di maternità e di gravidanza indesiderata, ma anche del rapporto con la propria madre e del doversi ritrovare, nonostante anni di studio e lauree importanti, a dover accettare di ridisegnare la propria vita per “accontentarsi” di un piano B.

“Questione di Costanza” certamente non è un libro pieno di citazioni e frasi romantiche da ricordare come ai tempi di “Una lunga estate crudele” o “Arabesque”, però l’ho trovato convincente, fresco, leggero, molto interessante e non vedo l’ora di leggere il suo seguito. Come ogni libro di Alessia Gazzola una volta cominciato non riesci più a staccarti dalle pagine, poi appena lo termini te ne penti perchè dovrai attendere la prossima uscita chissà quando.

Ho apprezzato molto i capitoli ambientati nel Medioevo, che ho trovato intriganti e fondamentali ai fini della storia e che non mi hanno annoiata, mentre invece nel libro “Le ossa della principessa” in cui è stata usata la stessa formula, mi annoiavo e non vedevo l’ora di tornare ai capitoli “normali” per sapere come procedeva la storia tra AA e CC.

E’ normale, per un’appassionata dei romanzi di Alessia Gazzola, trovarsi a fare confronti. Premetto di aver amato tutte le protagoniste femminili dei suoi libri, da Alice a Emma, da Lena a Costanza. Quella che sento più vicina a me però rimarrà sempre Alice (anche se Emma mi ha suscitato davvero grandissime emozioni). La serie de “L’Allieva” mi ha appassionato maggiormente sia per la medicina legale, che per i racconti di un’allieva impacciata e trattata male da tutti in istituto, un qualcosa che si avvicina tantissimo alla realtà delle studentesse infermiere/medico (nonostante Alice a volte alcune disavventure sembrava cercarsele proprio).

C’è da dire però che ho avuto molto tempo per affezionarmi ad Alice, ben 8 libri, per cui penso che si debba dare il giusto tempo anche a Costanza e sono molto fiduciosa. Tra l’altro dobbiamo considerare che Costanza non ha nemmeno al suo fianco un protagonista maschile molto presente e accattivante come il dottor Conforti e questo per me vuol dire molto.

In alcuni particolari di “Questione di Costanza” ho ritrovato Alice, come per esempio nel dover sempre affrontare la giornata di corsa e tra mille ostacoli divertenti (la bicicletta, la pioggia, i ritardi, la città sconosciuta), ma anche nel fatto che Costanza fosse la seconda scelta del suo istituto. Spesso infatti anche ad Alice veniva sottolineato come alcuni suoi colleghi fossero più precisi o meritevoli di lei.

Costanza la trovo più lontana dai miei gusti e da me, sia perchè si occupa di paleopatologia, che mi appassiona meno, sia perchè ha una figlia e quindi ha responsabilità, modi di vedere la vita e il mondo, preoccupazioni diverse. Ciò che ho amato in Costanza è soprattutto la sincerità nell’ammettere che questo lavoro sia il suo piano B e il coraggio con cui ha affrontato un trasferimento difficile con una bimba così piccola. Ultima nota: ho adorato sin da subito la copertina e la scelta del titolo, in cui “Costanza” non è solo il nome della protagonista, ma anche una delle sue qualità principali.

VOTO: 4/5

CITAZIONI:

Non dovremmo mai fare l’errore di dare per scontato che gli altri, messi in identiche circostanze, si comporterebbero come noi. Nel bene e nel male.

La memoria dei gesti è tutto ciò che ci resta. Quello che ci ha resi felici possiamo solo provare a replicarlo, anche senza chi ci ha resi felici.
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