Non è la fine del mondo – Alessia Gazzola

AUTORE: Alessia Gazzola

TITOLO: Non è la fine del mondo

EDITOREUniversale Economica Feltrinelli

PREZZOcartaceo 8,90 € – e-book 6,99 €

PAGINE: 219

Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre). Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre. Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente giù. Un uomo che probabilmente esiste solo nei romanzi regency di cui va matta. Un contratto a tempo indeterminato. A salvarla dallo stereotipo dell’odierna zitella, solo l’allergia ai gatti. Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo. Avvilita e depressa, dopo una serie di colloqui di lavoro fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove viene presa come assistente.

E così tutto cambia. Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia finalmente allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è? E perché il famoso scrittore che Emma aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica del suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?

Devo premettere una cosa: adoro Alessia Gazzola, ho letto tutti i suoi dieci libri e sto aspettando con ansia l’uscita del suo prossimo romanzo. E’ proprio per questo motivo che ho deciso di iniziare questa nuova avventura del mio blog con la recensione di un suo libro. “Non è la fine del mondo” è uscito nel 2016 ma l’ho sempre stranamente sottovalutato, forse perché ero troppo affezionata alla serie su Alice Allevi e non volevo distaccarmi da essa…resta il fatto che alla fine mi sono ridotta a relegare questo libro di Alessia Gazzola tra quelli “acquistati ma ancora da leggere” fino a pochi giorni fa, quando finalmente ho recuperato questa mia lacuna dopo aver letto anche il suo ultimo lavoro “Lena e la tempesta”. Alla fine è stata la tipica lettura giusta nel momento giusto. È come se mi avesse chiamata quando ne avevo più bisogno.

La protagonista del libro è Emma, che è anche la voce narrante, un personaggio semplice nel quale tutti possiamo riconoscerci poiché presenta difetti, debolezze e problemi che tutti possiamo avere. Tra le tre protagoniste femminili della Gazzola è forse la più “normale”, poiché Alice Allevi soffre di un’eccessiva ingenuità e sembra quasi essere attratta dalle situazioni imbarazzanti o pericolose, Lena ha un passato terribile e molto doloroso alle spalle che senza dubbio continua a segnarla, mentre Emma è una ragazza come tante, una trentenne che combatte ogni giorno per i suoi ideali semplici, divisa tra famiglia, lavoro e la semplicità di una vita come quella di tutti. Si definisce una “tenace stagista e una incrollabile sognatrice”…forse rischia di diventare quasi noiosa per la sua semplicità, ma è proprio qui che trovo il suo bello.

Il precariato, il licenziamento, il doversi reinventare sperando sempre in un futuro migliore…quanta verità e quanta attualità c’è in una persona semplice come Emma? “Non è la fine del mondo” è un libro che si legge in poche ore e che riesce (come sempre quando si parla di Alessia Gazzola del resto) a distrarti, divertirti, regalarti un momento di spensieratezza, ma allo stesso tempo a farti riflettere e lasciarti qualcosa dentro a cui sicuramente ti troverai a pensare nei giorni successivi.

VOTO: 4,2/5

CITAZIONI:

Ed è proprio in questo momento che sento il tuono della fine del mondo. Adesso sì, posso dirlo senza temere di esagerare, perché quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. E’ quello il momento in cui non ci resta più niente.

E del resto, il valore della felicità è insito proprio nella caducità. Se durasse anche solo quell’attimo in più di abitueremmo, e non sapremmo più riconoscerla. che gran perdita sarebbe!
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