L’apprendista geniale – Anna Dalton

TITOLO: L’apprendista geniale

AUTORE: Anna Dalton

EDITOREGarzanti

PREZZOcartaceo 16.90€ – e-book 7,99 €

PAGINE: 266

Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato “scrivi, scrivi, scrivi”. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero.

Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare. Tra quelle aule l’ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C’è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un’ombra.

E soprattutto l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l’ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.

“L’apprendista geniale” è il primo libro dell’attrice e scrittrice Anna Dalton, di cui è stato pubblicato di recente il seguito intitolato “La ragazza con le parole in tasca”. Il romanzo racconta le avventure di Andrea Doyle e dei suoi compagni di college. Andrea è la giovane protagonista del romanzo, voce narrante della storia, che accompagna il lettore in quello che è il suo primo anno di college. Andrea è una ragazza determinata, appassionata e che sa ciò che vuole. Da sempre vista come la secchiona della classe, da utilizzare solo per copiare i compiti e superare le verifiche, Andrea scoprirà andando all’università un mondo nuovo, fatto di difficoltà e ostacoli sicuramente, ma anche di amicizia e profondi rapporti umani.

Andrea già a dieci anni sapeva che sarebbe diventata una giornalista. Questo suo sogno, da sempre alimentato e difeso, è principalmente dovuto alla passione per il lavoro della madre. Infatti la piccola Andrea chiedeva sempre alla mamma di poterle insegnare i segreti del suo lavoro e sognava, un giorno, di poter diventare sua collega. La tragica morte della madre però, oltre a lasciare una ferita mai rimarginata in Andrea, la farà diventare ancora più determinata.

Scrivere diviene infatti l’unico modo per arginare il suo dolore e sfogare su carta quelli che sono i suoi pensieri. Diventare giornalista ora non è più solo il suo sogno, ma anche il modo per onorare la memoria della mamma. Da qui parte il racconto de “L’apprendista geniale”, in cui Andrea riesce, grazie al suo curriculum e ai suoi ottimi voti, a ottenere una borsa di studio nella prestigiosa scuola di giornalismo di Venezia, il Longjoy College dell’isola dei Santi.

Il romanzo ha sullo sfondo la fantastica cornice della città di Venezia. Il lettore segue tutto il primo anno accademico di Andrea, tant’è che il libro è diviso in primo e secondo semestre. La giovane protagonista, impacciata e apparentemente fuori luogo in un college costoso nel quale lei è entrata “solo” per merito, si troverà presto a dover fare i conti con la vita sociale. Non ci metterà molto ad ambientarsi e in poco tempo troverà buoni amici (anche se un pò bizzarri) e un lavoro come insegnate di inglese in un asilo.

Grazie a Andre, Uno, Marilyn e Joker, Andrea scoprirà lati di sè mai immaginati e gioie e sofferenze della vita vera, quella al di là di libri e scrittura. Molto spesso durante il suo primo anno di college incontrerà delle difficoltà. Proprio allora le torneranno in mente le parole della madre, che spesso per incoraggiarla le ripeteva “Scrivi, scrivi, scrivi”. Andrea cercherà in tutti i modi di lottare per inseguire i suoi sogni e capirà, profondamente, il vero significato della resilienza.

Ho amato tantissimo questo libro che già dai primissimi capitoli mi ha incollata alle sue pagine. La storia di Andrea sa essere profonda, emozionante e divertente allo stesso tempo. Più volte mi sono trovata ad alternare momenti di risate, a momenti di commozione. Andrea è un personaggio complesso, che Anna Dalton descrive in modo eccellente attraverso battute, azioni, sentimenti, senza mai annoiare. Ogni singola cosa che viene descritta, lezioni, mensa, serate con gli amici, difficoltà con “gli gnomi”, aiutano il lettore a farsi un’esatta idea di Andrea, delle sue fragilità e della sua forza incredibile.

Sono rimasta affascinata dalla descrizione del rapporto che Andrea ha con la scrittura e con le parole. Scrivere diventa per la protagonista un modo per difendersi dagli avvenimenti negativi del mondo, dai dispiaceri, dai dolori. Le parole sono sue amiche e la aiutano a trovare la strada. Lo stile dell’autrice sa essere profondo e leggero allo stesso tempo. Il romanzo “L’apprendista geniale” racconta la vita di giovani ragazzi universitari, ma non cade mai nel banale o nel già sentito. E’ stato una vera e propria scoperta e forse è anche per questo che l’ho letto tutto d’un fiato.

VOTO: 4/5

CITAZIONI:

Appena posata la penna mi sentii subito meglio. Era sempre stato così, ogni volta che succedeva qualcosa di nuovo intorno a me sentivo il bisogno di metterlo su carta per capire meglio e riordinare le idee.

Ancora una volta mi ritrovavo a chiedermi se ciò che mi portava a stare lontana dalla mia famiglia era un motivo abbastanza valido da controbilanciare la sofferenza.

Volevo aiutarlo. Volevo dirgli che ci ero passata, che sapevo. Ma non era vero. Io conoscevo la mia storia, il mio dolore, ma non sapevo niente del suo. Tutte le felicità sono uguali, ma le sofferenze sono diverse tra di loro.
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