“Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei: le frasi più belle

Tutte le frasi più belle tratte dal libro “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei.

A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un’impresa al di sopra delle sue capacità, l’apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l’intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell’agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo.

“Giulia 1300 e altri miracoli” è un libro che ha come filo conduttore di tutta la storia la capacità e la voglia di volersi reinventare. Quando tutto sembra andare male, quando ci si sente distrutti o senza speranze, si deve avere la forza di trovare il famoso “Piano B”. Il protagonista dirà proprio infatti “Siamo la generazione del piano B” e, nonostante siano passati un pò di anni, questa frase di Fabio Bartolomei è ancora attuale anche per i giovani d’oggi.

Noi e la Giulia” al cinema | XXI SECOLO

Dal libro “Giulia 1300 e altri miracoli”, pubblicato per la prima volta nel 2011, è stato tratto un film del 2015. Si tratta di “Noi e la Giulia”, con la regia di Edoardo Leo. Il film ha vinto numerosi premi, tra cui il Nastro d’Argento come miglior commedia del 2015. Il protagonista Diego è interpretato da Luca Argentero.

Ecco alcune citazioni tratte dal libro “Giulia 1300 e altri miracoli”:

“Il punto è che parlo poco, cerco sempre di passare inosservato e mi nascondo dietro una barba di quattro giorni. E il problema principale è che non me ne frega niente. Sto bene da solo, ogni tanto fantastico su amici immaginari che siano alla mia altezza e su una ragazza che sappia stupirmi, ma non sono il tipo che si stacca dalla tv per inseguire delle fantasie.”

“Il mio cervello cataloga quello sguardo vuoto tra le immagini che non dimenticherà mai più.”

“Siamo la generazione del piano B. Lavorare in questo paese fa così schifo che, anche se fai il miracolo di raggiungere la posizione per cui hai studiato, dopo due anni ne hai le palle piene e inizi a elaborare il tuo piano B. Quasi sempre si tratta di un agriturismo, questo quando allo schifo per il lavoro si aggiunge lo schifo per la città. E’ il miraggio di una vita migliore, più sana, con più tempo a disposizione. Più tempo per pensare e per scoprire che sei infelice lo stesso, che il lavoro non c’entrava un cavolo e nemmeno la città. Hai traslocato e la prima cosa che hai messo in valigia sono stati i tuoi problemi. E adesso te li ritrovi lì, sulla splendida collinetta immersa nella campagna incontaminata.”

“Nasciamo con le mani piene. Per questo da neonati stringiamo i pugni, perchè abbiamo i doni più meravigliosi che si possano desiderare: l’innocenza, la curiosità, la voglia di vivere.”

“Avere a che fare con la morte rende estremamente più chiari alcuni aspetti della vita.”

“In certi momenti non bisognerebbe restare soli, tipo quando si prendono delle decisioni assurde riguardo alla propria vita. Non bisognerebbe perchè tanto si sa come va a finire, ci si mette sul letto e si inizia a fissare il soffitto. I pensieri brutti sono leggeri e si annidano tutti lì.”

“A volte se ne riescono a pensare di cose nell’arco di un secondo.”

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