TITOLO: Miss Bee & il giardino avvelenato
AUTORE: Alessia Gazzola
EDITORE: Longanesi
PREZZO: cartaceo 15,90 € – e-book 9,99 €
PAGINE: 254
Londra, agosto 1925. Reduce da un evento imprevedibile che le ha stravolto l’esistenza, a poco più di vent’anni la giovane Beatrice Bernabò, alias Miss Bee, si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi… O almeno dovrebbe. Perché anche quando Miss Bee cerca di tenersi lontana dai guai, sono i guai ad andare a cercare lei. Questa volta sotto forma di un invito inatteso nel Norfolk, presso la storica dimora di un vecchio amico dell’ispettore Archer Blackburn.
E così, poco dopo l’inizio di quello che doveva essere un piacevole soggiorno in una meravigliosa residenza nobiliare immersa in un giardino da favola, Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma che riguarda da vicino una sua vecchia conoscenza, e che da subito rivela contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro.
A complicare ulteriormente le cose, c’è qualcuno che tanta parte ha avuto nel turbolento passato amoroso di Beatrice, ovvero Sua Signoria Julian Lennox, visconte di Warthmore.
Riuscirà Beatrice ad accantonare passioni ed emozioni e a portare alla luce la verità?
Questa volta più che mai, Miss Bee dovrà far ricorso a tutta la sagacia e a tutta la forza d’animo che la contraddistinguono per sciogliere i misteri del suo mondo, e soprattutto quelli del suo cuore.

Cercherò di limitare al minimo gli spoiler…ma quante cosa accadono in questo Miss Bee? Faccio veramente fatica a parlarne senza fare riferimenti al finale di Miss Bee 3 o senza rischiare di raccontare troppo. Il quarto volume della serie che ha per protagonista la ventenne italiana Beatrice Bernabò si intitola “Miss Bee e il giardino avvelenato”. Comincia con una “nuova” Beatrice e finisce in modo altrettanto ricco di stupore. Come se non bastasse, più o meno a metà testo, il lettore viene sconvolto da un fatto pronto a scombinare per l’ennesima volta le carte in tavola.
Ma partiamo dall’inizio. Ci troviamo sempre a Londra, nell’agosto del 1925. Sappiamo già dal precedente libro “Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata” che Miss Bee non lavora più in ambasciata, in seguito ai fatti misteriosi che sono accaduti. Il suo cuore, da sempre scosso da Kit e da Julian, si è ritrovato a dover fare i conti anche con un terzo personaggio. L’ispettore capo Archer non le è mai stato indifferente, ma in questo volume impareremo sicuramente a conoscerlo molto meglio.
Invitata nel Norfolk con l’ispettore Archer, Beatrice sembra proprio voler andare incontro ai guai. Dove c’è Miss Bee sicuramente ci sarà un mistero e, questa volta, dopo sparizioni, fantasmi, sottrazioni di oggetti, ci scappa il morto (e che morto!). E così, la nostra Miss Bee, che sembrava destinata alla sua soffitta e ai suoi paralumi, si ritrova nuovamente a giocare alla detective.
Come ho già detto mi soffermerò poco sulla trama perchè non voglio rischiare di fare spoiler. Quello che posso dire è che c’è un morto importante, si parlerà di veleno, ritroveremo praticamente tutti i protagonisti dei precedenti tre romanzi, c’è una novità importante. Infatti il caso autoconclusivo di questa quarta parte di Miss Bee, in realtà è tutt’altro che autoconclusivo. Alessia Gazzola decide di giocare un brutto scherzo ai suoi lettori e non fa concludere nè il giallo “di puntata”, nè tantomeno la storia tra i protagonisti principali.
Non ci resta quindi che attendere con ansia il quinto libro della serie di Miss Bee. Ero già impaziente prima, adesso che sono arrivata a leggere il finale di “Miss Bee e il giardino avvelenato”, non so proprio come fare ad attendere. Vi lascio qui sotto l’ordine di lettura dei quattro libri già pubblicati da Longanesi:

Tra l’altro, una domanda che mi assilla da giorni è: chissà che colore pastello ci dovremo aspettare dal quinto libro? Non vedo l’ora!
“Che ne siamo consapevoli o no, non facciamo che questo: provare a salvarci.”
“Era perfetto. Quel momento era perfetto. E in quanto tale, destinato a finire.”
