Sindrome da cuore in sospeso – Alessia Gazzola

TITOLO: Sindrome da cuore in sospeso

AUTORE: Alessia Gazzola

EDITORE: Longanesi

PREZZOcartaceo 12,90€ – ebook 8,99€

PAGINE: 212

Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l’omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione: la medicina legale. Forse c’entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse l’arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice.

Oppure c’entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese. Una cosa è certa. Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti. Arrogante, sprezzante e… irresistibile.

Il GDLFIGLIEDICARTA è ufficialmente partito con il nuovo anno 2021. Il primo libro di Alessia Gazzola che abbiamo affrontato insieme è “Sindrome da cuore in sospeso”. In realtà è il terzo libro in ordine di pubblicazione dell’autrice. Essendo però il prequel della storia di Alice Allevi e Claudio Conforti ed essendo divenuto la prima puntata della famosissima fiction di Rai 1 “L’Allieva”, ho scelto di inserirlo come prima lettura del GDL.

Come ho già detto più volte, si tratta per me di una rilettura dei libri di Alessia Gazzola. La prima cosa che mi viene da dire a riguardo di questa lettura è che è stato veramente particolare ed emozionante ripartire da zero. Ricominciare del tutto questa avventura, che a me ha regalato davvero grandi emozioni negli anni, è stato magico. Se penso che il primo libro della Gazzola, “L’Allieva”, è uscito 10 anni fa, mi sento abbastanza vecchia! 😉

Una considerazione che mi viene da fare è che quando mi sono avvicinata al mondo de “L’Allieva” la prima volta non avevo alcuna influenza esterna. Mi ero immaginata i personaggi e la storia a modo mio. Ora è ben diverso l’approccio perchè la mia mente è influenzata dalla fiction e mi viene naturale dare un volto a ogni personaggio. Alice non può che essere Alessandra Mastronardi, anche se in questo libro fuma, è miope e ha solo 23 anni. Di CC poi ce n’è uno solo, Lino Guanciale, anche se qui la Gazzola lo descrive con un lieve strabismo…e così via. Ogni personaggio ormai ha un volto ben noto e la mia fantasia ne risente un pò.

Altra sensazione “strana” della rilettura è che so già come si evolveranno le cose e come andrà a finire la storia. Tralasciando questo però, mi fa veramente molto piacere rivivere le emozioni che negli anni mi hanno regalato i libri della Gazzola e, altrettanto piacere mi fa affrontare questa “esperienza” in compagnia delle ragazze che hanno accettato di partecipare al mio GDL.

Ma veniamo direttamente alla trama e alla recensione di “Sindrome da cuore in sospeso”. In questo libro conosciamo subito Alice Allevi e la sua famiglia. Alice è una giovanissima studentessa di medicina che, arrivata al quinto anno, non vuole deludere i genitori e continua a studiare, nonostante i dubbi sulla sua facoltà. Non riesce a sopportare il dolore delle persone e questo è evidentemente piuttosto incompatibile con il mestiere di medico. Come trovare il coraggio per dirlo alla propria mamma che non vede l’ora che la figlia diventi un ottimo pediatra?

L’illuminazione arriva per Alice in occasione di un evento drammatico. La morte della badante di sua nonna Amalia la porta a stretto contatto con la medicina legale. Le permette di conoscere non solo la disciplina, ma anche Claudio Conforti, affascinante medico legale incaricato di far luce sul caso. L’incontro tra Claudio e Alice, apparentemente inutile per lui, pare essere invece un vero e proprio colpo di fulmine per lei. Dalla morte della povera Tamara comincia quindi l’avventura di Alice che, spinta dalla voglia di rendere fieri e orgogliosi i suoi genitori e, soprattutto, attratta da Claudio, decide di iscriversi all’internato in medicina legale.

Alice Allevi quindi, a solo 23 anni, si ritrova a lavorare fianco a fianco con il bel dottor Conforti. Seppure le sue conoscenze riguardanti la medicina legale siano a dir poco scarse, capisce che questa potrebbe essere la sua strada futura e quindi la sua scelta per la specializzazione. Alice è sin da subito una combina guai, una distratta, una sognatrice, un’impicciona, una sbadata di prima categoria. In un modo o nell’altro riesce sempre a uscire piuttosto illesa dalle situazioni nelle quali è lei stessa a infilarsi. Il suo “essere sulle nuvole” non sfugge però nè a Claudio, nè alla professoressa Boschi e al supremo Malcomess, che non sembrano riporre tanta fiducia nella giovane studentessa.

Conforti invece è bello, affascinante, vanitoso e impossibile. Pare avere una particolare passione per le donne e per la sua adorata BMW. E’ innamorato del suo lavoro, che svolge con precisione e a cui dedica tutto il suo tempo. Se nelle prime pagine pare ignorare completamente Alice, nei capitoli successivi comincia a sviluppare una simpatia per quell’allieva pasticciona che gli è capitata in istituto.

Il caso giallo che la Gazzola sviluppa in “Sindrome da cuore in sospeso” è quello della terribile e misteriosa morte di Tamara, una ragazza russa che fa da badante a nonna Amalia. Grazie a questo caso il lettore riesce a immergersi nel piccolo mondo di paese di Sacrofano, luogo in cui abita la famiglia di Alice, fatto di dicerie, pettegolezzi, pomeriggi passati a giocare a carte e domeniche alla messa. Nonna Amalia in tutto ciò è una delle protagoniste, sempre pronta a impicciarsi e a investigare, proprio come sua nipote.

In questo primo libro, dove ancora non si hanno particolari intrecci amorosi e trame legate anche alle amicizie che Alice farà successivamente in istituto, viene mostrata soprattutto la personalità della protagonista. A volte fin troppo distratta e pasticciona, Alice può essere un personaggio che provoca nervosismo nel lettore. A volte è proprio fortissima la voglia di gridarle “svegliati!”, ma devo dire che alcune scene rendono benissimo il mondo dell’allieva, della tirocinante.

Chiunque abbia fatto un tirocinio in ospedale si ritrova tra le pagine di questi libri e ricordo che questo è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a cominciare questa lettura. Nel 2011, quando uscì il primo libro, ero anche io un’allieva…avevo infatti appena cominciato il mio percorso universitario per diventare Ostetrica e mi ritrovavo tantissimo in quello che accadeva ad Alice e nel suo sentirsi continuamente spaesata e fuori luogo. L’ansia, la consapevolezza di non sapere tutto, la paura di deludere. Tutti noi abbiamo incontrato qualcuno pronto a farci sentire inutili e inadeguati. Chi non ha mai pensato “ma è davvero il lavoro giusto per me?”. Chi non ha mai pensato alle parole che Alice dice nella prima citazione che ho riportato al termine di questo articolo? Quanti ricordi!

A livello stilistico ho detto più volte che amo lo stile leggero e divertente, ma mai scontato e superficiale della Gazzola. A questo aggiungo però l’amore che ho per la sua scelta dei titoli dei capitoli, mai scontati e sempre sorprendenti. In “Sindrome da cuore in sospeso” Alessia Gazzola ci regala pure un omaggio ad Anna Oxa! Cosa chiedere di più?

Quando lessi questo libro la prima volta, come prequel, lo definii un pò inutile. Sicuramente utile per poter cominciare la fiction mettendo in chiaro alcune cose, ma a livello di trama, dal punto di vista di una persona che aveva già letto i primi due libri “L’Allieva” e “Un segreto non è per sempre”, l’avevo trovato un pò povero e non molto utile. Questa volta, leggendolo per primo e facendo finta (con serie difficoltà) di essere completamente digiuna della storia tra AA e CC, l’ho apprezzato di più.

VOTO: 3/5

CITAZIONI:

“Vorrei un’illuminazione in questa buia e sconfinata incertezza che è una specie di malanno, come se il mio cuore fosse sempre in sospeso. Sì, la dovrebbero riconoscere nosograficamente, la sindrome da cuore in sospeso. Vorrei trovare una strada nella medicina che sia adatta a me, che io possa percorrere senza cadere nel rimpianto di tutto ciò che avrei potuto essere e non sono diventata.”

“Non riesco a rapportarmi con la sofferenza umana. Quando te ne accorgi, come puoi continuare a studiare medicina?”

“Bisogna imparare a comprendere l’importanza dei piccoli passi senza aspettarsi sin da subito fuochi d’artificio.”

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