Sarah: la ragazza di Avetrana – Piccinni, Gazzanni

TITOLO: Sarah: la ragazza di Avetrana

AUTORE: Flavia Piccinni, Carmine Gazzanni

EDITORE: Fandango Libri

PREZZOcartaceo 18,00€ – ebook 9,99€

PAGINE: 311

26 agosto 2010. In Salento, una giovane scompare. È una ragazza bionda, silenziosa, misteriosa. Si chiama Sarah Scazzi. L’Italia intera rimane sconvolta: cosa può essere successo a una quindicenne dall’aria così innocente? Molte saranno le ipotesi che si alterneranno durante i quarantadue giorni di ricerca. Ipotesi che sveleranno intimi segreti e rancori taciuti, arrivando a costruire un incredibile reality show dell’orrore e del grottesco in salsa pugliese. Avetrana, il paese dove tutto si svolge, ne sarà l’inaspettato set a cielo aperto. Le indagini porteranno prima alla confessione dello zio della ragazza, Michele Misseri, e quindi alla condanna all’ergastolo della zia e della cugina di Sarah, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che negli anni hanno continuato a dichiararsi innocenti.

Eppure, come rivelano i due autori, la tragicommedia salentina – divenuta il primo processo mediatico del nostro paese – nonostante confessioni e condanne non può ancora dirsi risolta. Nel segno di “A sangue freddo” di Truman Capote e de “L’avversario” di Emmanuel Carrère, “Sarah” è un romanzo verità, che alla precisa ricostruzione di ciò che è accaduto – e, piuttosto, di ciò che è stato deliberatamente taciuto – unisce una riflessione sul male e sulla sua spettacolarizzazione, sulle conseguenze delle proprie azioni e su quanto siamo disposti a sacrificare per le persone che amiamo.

Il caso di Sarah Scazzi penso sia uno dei più famosi e terribili degli ultimi anni. La scomparsa della quindicenne di Avetrana ha subito fatto molto rumore. L’opinione pubblica si è subito concentrata su questo caso di scomparsa prima e di omicidio poi, rendendo di fatto il caso molto famoso e, purtroppo, anche chiacchierato. Il 26 Agosto del 2010 Sarah Scazzi deve andare al mare con la cugina Sabrina e con un’amica, ma nel primo pomeriggio scompare. Tutta l’Italia nel giro di pochi giorni impara a conoscere il piccolo paese salentino di Avetrana e la famiglia della ragazza.

Ricordo molto bene quei giorni concitati. Avevo 17 anni, due anni in più della povera Sarah. Ricordo perfettamente il bombardamento mediatico che è stato costruito intorno a Sarah. Ricordo le trasmissioni televisive continuamente concentrate sul caso, i giornalisti ogni giorno in diretta da Avetrana. I parenti di Sarah, a partire dallo zio Michele, divenuto poi tristemente famoso, fino alla povera madre Concetta, erano diventati ormai presenza fissa in televisione. Ricordo anche di aver appreso in diretta tv della morte di Sarah, perchè ero sul divano a guardare “Chi l’ha visto?” quella terribile sera in cui Michele Misseri confessa l’omicidio e la mamma di Sarah apprende la notizia inquadrata dalle telecamere.

Il libro “Sarah: la ragazza di Avetrana” restituisce una vera e propria cronaca imparziale dei fatti. Partendo dalla descrizione delle abitudini del piccolo paese di Avetrana, si passa poi alla vita dei protagonisti di questo tragico racconto. Ecco che allora entrano in gioco le vite dei Misseri, gli zii di Sarah e le due cugine Sabrina e Valentina. A poco meno di 500 metri da casa Misseri viveva Sarah con la madre Concetta, casalinga e testimone di Geova, mentre invece il padre e il fratello di Sarah sono a Milano per lavoro. Avetrana è un piccolo paese contadino del sud Italia dove tutti si conoscono. Sarah ama passare il suo tempo a casa degli zii e appena può compie quel percorso di 2 – 3 minuti a piedi per recarsi a casa loro.

A partire da quel tragico pomeriggio d’estate di 10 anni fa, tutta Italia impara a conoscere Avetrana e i riflettori di ogni televisione inizieranno ad accendersi sulla famiglia di Concetta e Cosima. Ecco che il lettore allora si rinfresca la memoria. Il libro infatti narra quanto accaduto tra le due cugine durante l’estate in cui Sarah, divenuta ormai adolescente, esce spesso con il gruppo di amici di Sabrina, anche se più grandi di lei. Vengono ricostruiti, con interviste e materiale dell’epoca gli ultimi spostamenti di Sarah, fino a quel pomeriggio in cui troverà la morte. A partire dal 26 Agosto 2010, quando la madre Concetta denuncia la scomparsa della figlia, i mass media cominciano a essere attirati in modo maniacale al caso. Ecco che allora in “Sarah: la ragazza di Avetrana” vengono resi noti alcuni meccanismi contorti e solitamente sconosciuti del mondo televisivo.

I protagonisti del terribile fatto, ma anche i semplici compaesani di Sarah, cominciano a essere contattati. Si cerca di carpire quel qualcosa in più, di svelare segreti, di raccogliere dati e ogni intervista o ospitata televisiva si porta con sè un gran giro di soldi. Il tutto prende notevolmente una piega molto più tragica quando, 42 giorni dopo la scomparsa di Sarah, lo zio Michele confessa di averla uccisa, violentata e gettata in un pozzo. Anche in questo caso è nuovamente la tv a farla da padrone. La sera della confessione infatti andava in onda “Chi l’ha visto” e la famiglia di Sarah verrà a conoscenza della terribile verità da un comunicato stampa in diretta tv.

Nei capitoli successivi del testo vengono ricostruite testimonianze, dubbi, incertezze, confessioni, interrogatori di un processo che ancora oggi non ha visto la fine. Tante persone sono state protagoniste in questi 10 lunghi anni del “Caso Scazzi”, tanti sono stati gli indagati e anche tanti i condannati. Michele Misseri dapprima confessa, poi finisce per accusare la figlia minore, poi ancora accusa solo se stesso. Risultato? Il caso di Sarah resta ancora oggi uno dei più mediatici, ma anche uno dei più contorti e pieni di dubbi.

Quello che ho veramente apprezzato di questo libro è che non si prendono le parti di nessuno. I fatti vengono descritti con il maggior rigore possibile. Si analizzano i punti di forza e di debolezza di tutti i protagonisti della storia senza accusare o difendere nessuno. Ogni persona coinvolta in questo terribile fatto di cronaca sembra avere segreti, dubbi, bugie, un passato in parte problematico o misterioso, ma il libro non dà la colpa a uno piuttosto che a un altro.

L’unico fatto che emerge prepotentemente nel racconto è che l’influenza mediatica è stata tantissima e ha inciso molto. Le indagini a un certo punto hanno preso una piega particolare, come se si volesse far combaciare tutte le testimonianze o le prove verso un’unica verità, anche andando un pò contro all’evidenza o alla ragionevolezza. Pare che si sia proceduto per deduzioni, ipotesi, dubbi che hanno portato a numerose indagini satellite e che spesso hanno tentato di giungere a conclusioni inaspettate o poco ragionevoli solo per far quadrare i conti.

“Sarah: la ragazza di Avetrana” è un true crime molto dettagliato che ricostruisce perfettamente ogni singolo fatto accaduto in questa storia. E’ una lettura che ho molto apprezzato, anche se è davvero molto crudo e tratta un tema terribile. L’impressione che ho avuto in certi frangenti è stata quella di leggere un romanzo. Nonostante conoscessi perfettamente la storia e l’avessi seguita molto bene anche all’epoca dei fatti, mi sono trovata spesso a sperare che fosse un fatto frutto della fantasia di uno scrittore e non, purtroppo, una terribile realtà.

Piccolo difetto di questo libro: le note al termine di tutto il testo. Dopo 7 o 8 note, nonostante il mio interesse per la storia e i fatti narrati, ho perso la voglia e la pazienza di sfogliare tutte le pagine per cercare le note al testo. Perchè non metterle a piè di pagina?

VOTO: 5/5

CITAZIONI:

“Avetrana, e Sarah lo sa, è la periferia del mondo e chi vuole concludere qualcosa se ne deve andare. Qualsiasi posto va bene basta che non sia quello. Avetrana è un posto da cui non si può fuggire; eppure, per salvarsi, andare via è l’unica possibilità.”

“Eppure, quando si ascolta la vita degli altri, quando si scava nel passato di tutti, non si incontrano solo colpi di accetta messi a sbalzare i caratteri. Chiunque ha dei segreti. La differenza sta solo nella capacità di nasconderli.”

“Ormai il caso non è il fatto legato alla cronaca in cui una quindicenne ha perso la vita, ma una crime story a puntate, di quelle che vengono trasmesse sui canali satellitari e che sono solo vagamente ispirate alla realtà.”

“Ci sono delle date messe a scandire l’esistenza. Solitamente gli attimi deputati a cambiare per sempre una vita sono solo una manciata. La vita di Sabrina e Cosima, in qualche modo anche quella di Michele, dal 26 agosto 2010 si rivela una sequenza interminabile di appuntamenti con il destino. Si succedono con una precisione sorprendente.”

“Quello di Sarah Scazzi è stato il primo processo mediatico della storia italiana. Un reality show ibrido fra la commedia trash e la cronaca nera.”

“Negli anni la sua esistenza è stata scandita in ogni meandro; forse è questa la vita: quando muori, gli altri rivelano i tuoi segreti, e tu non puoi più ribattere.”
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