L’allieva – Alessia Gazzola


TITOLO: L’Allieva

AUTORE: Alessia Gazzola

EDITORE: Longanesi

PREZZOcartaceo 18,60€ – ebook 8,99€

PAGINE: 369

Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più).

Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

Il GDLFIGLIEDICARTA prosegue e nel mese di Febbraio ha affrontato la lettura del primissimo libro di Alessia Gazzola, “L’Allieva”. Dopo aver letto, durante il primo mese di GDL, “Sindrome da cuore in sospeso”, devo dire che l’approccio a “L’Allieva” è stato molto differente rispetto alla mia prima lettura di anni fa. Come ho già detto più volte, si tratta per me di una rilettura dei libri di Alessia Gazzola.

Una considerazione che mi viene da fare è che quando mi sono avvicinata al mondo de “L’Allieva” la prima volta non avevo alcuna influenza esterna. Mi ero immaginata i personaggi e la storia a modo mio. Ora è ben diverso l’approccio perchè la mia mente è influenzata dalla fiction e mi viene naturale dare un volto a ogni personaggio. Alice non può che essere Alessandra Mastronardi, anche se in realtà ci sono parecchie differenze. Ogni personaggio ormai ha un volto ben noto e la mia fantasia ne risente un pò. Altra sensazione strana della rilettura è che so già come si evolveranno le cose e come andrà a finire la storia.

Ma veniamo direttamente alla trama e alla recensione de “L’allieva”. Alice Allevi è una specializzanda in medicina legale al secondo anno ed è l’allieva di Claudio Conforti, giovane e affascinante medico. Alice è continuamente distratta, si mette spesso nei guai ed è sempre pronta a combinarne una delle sue. Claudio invece, oltre a essere uno dei migliori medici, da poco salito di grado all’interno dell’istituto, è narcisista e consapevole del fatto che tutte le donne crollano ai suoi piedi. Alice lo stima molto e ci tiene a fare bella figura davanti al suo tutor, ma ogni occasione è buona per fare danni. Ben presto i vertici dell’istituto, ovvero la Wally e il Supremo, la mettono in guardia, minacciandola di farle ripetere l’anno di specializzazione e Alice dovrà cercare di dare il meglio di sè, sperando in una buona parola da parte di Claudio.

Il caso giallo che si trovano a dover risolvere insieme è quello della giovane e bella Giulia Valenti, trovata morta in casa sua il giorno dopo aver conosciuto per caso la stessa Alice. Sin da subito emerge la facilità con cui Alice si lascia prendere psicologicamente dai casi che si trova a risolvere e la sua attitudine a voler risolvere le indagini più come detective che come medico legale. La ragazza commette spesso errori, si spinge oltre al suo compito, ma dimostra anche di avere buon intuito e determinazione nel suo lavoro. Al di là di tutto quel che accade nel piccolo microcosmo dell’istituto di medicina legale, Alice vive anche una vita privata fatta di amiche, tra cui la pragmatica e diretta Silvia e la coinquilina Yukino, che pare essere appena uscita da un manga. In questa vita già parecchio caotica c’è poi spazio per l’amore.

Si tratta di Arthur, ragazzo dolce, sensibile, bello, ma che è destinato a far soffrire la povera Alice perchè ha la passione per i viaggi e il suo obiettivo nella vita è quello di fare il reporter lontano da casa. Come se non bastasse Alice scoprirà che il suo bell’Arthur ha un cognome piuttosto importante e fastidioso: Malcomess. Arthur non è altro che il figlio del temutissimo Supremo, nonchè capo di Alice in istituto.

Il pubblico della Gazzola ha il primo contatto con i personaggi di questa serie di 8 libri proprio con “L’allieva”, ben 10 anni fa. Affrontando la rilettura di questo romanzo mi sono resa conto che molte cose sono state modificate e introdotte dopo dall’autrice. In questo primo libro infatti è molto visibile il fatto che Claudio dovesse rimanere in disparte, come personaggio secondario e che la storia d’amore al centro dell’attenzione dovesse essere quella tra Alice e Arthur.

Se devo proprio essere sincera non ho notato nemmeno chissà quale infatuazione di Alice nei confronti di CC. Alice lo stima sicuramente a livello professionale, riconosce la sua bellezza e l’aura speciale che sembra circondarlo, ma non si lascia mai andare ad apprezzamenti o pensieri particolari su Claudio, come invece farà nei successivi libri e, soprattutto, nella fiction. L’uomo al centro del romanzo è qui Arthur che, nonostante un comportamento molto scorretto a un certo punto nei confronti di Alice, non potrà mai perdere il primo posto nel suo cuore. E’ incredibile come poi in questo primo libro non appaia praticamente mai la famiglia di Alice, se non in qualche raro caso il fratello Marco.

Il libro è scritto in prima persona, è Alice che parla e mette al corrente il lettore di quello che le accade. Per quanto riguarda il genere, è sempre piuttosto complesso rinchiudere un libro della Gazzola all’interno di un unico genere letterario. Propendo maggiormente per il giallo – rosa, in cui il caso giallo autoconclusivo della morte di Giulia Valenti, si alterna alle vicende amorose di Alice e Arthur. CC per ora rimane incredibilmente sullo sfondo, nonostante qualche momento di attrazione tra i due.

E’ notevole la differenza di stile tra l’Alessia Gazzola del 2011 e quella del 2021. Il suo stile, che pur sempre ho amato, è nettamente migliorato negli anni. C’è sicuramente la leggerezza, la parte quasi comica di certe scene, la semplicità, i numerosi riferimenti musicali. Rileggendo questo primo libro però ho trovato piuttosto noiosi e troppo lunghi i pezzi che si concentrano sul caso autoconclusivo del libro. Inoltre, già dopo un centinaio di pagine, era piuttosto prevedibile capire chi fosse l’assassino e quali fossero i risvolti del caso giallo.

Ho trovato un’importante discrepanza tra “L’Allieva” e “Sindrome da cuore in sospeso” libro che, pur essendo un prequel, è per me fondamentale per comprendere parecchie sfumature della vicenda di Alice. Nel prequel Alice è completamente cotta per Claudio, lo sogna la notte e addirittura sceglie di iscriversi a medicina legale, in parte, per poter lavorare con lui e vederlo ogni giorno. Ne “L’allieva” Alice sembra subirne il fascino, appare gelosa per la sua storia con Ambra, ma sembra più attratta dal modo in cui lui lavora. Sentimentalmente pare completamente interessata ad Arthur e non a Claudio e difficilmente si lascia andare a pensieri o riflessioni su di lui.

VOTO: 3,5/5

CITAZIONI:

“L’impatto con il dolore non fa per me: è questa una delle ragioni per cui ho scelto la medicina legale. Quando il cadavere giace sul piano anatomico, il dolore è già passato.”

“E’ come se nell’iperuranio in cui vivono i miei sogni, lo conoscessi già da tutta la vita. Come se istintivamente sentissi che lui viaggia, come me, sugli stessi binari di un universo parallelo.”

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